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28/05/16

Buon viaggio Giorgio!


Piccola anima smarrita e soave,
compagna e ospite del corpo,
ora t’appresti a scendere in luoghi incolori
ardui e spogli
ove non avrai più gli svaghi consueti.
Un istante ancora:
guardiamo insieme le rive familiari
le cose che certamente non vedremo mai più.
Cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti.
(Publio Elio Traiano Adriano)

17/05/16

Giornata contro l'omofobia: festeggiare la sconfitta


Con la legge sulle unioni civili approvata l’Italia diventa il ventisettesimo Paese europeo a riconoscere legalmente le coppie dello stesso sesso.
La Cirinnà introduce per le persone omosessuali unite civilmente l’obbligo reciproco di assistenza morale e materiale e quello di contribuire ai bisogni comuni, garantisce (a discrezione di un giudice) la reversibilità della pensione ed equipara il partner dello stesso sesso al coniuge per il diritto di eredità.
Le unioni civili gay, però, non prevedono l’obbligo di fedeltà e non permettono l’adozione co-genitoriale, la cosiddetta stepchild adoption.
I partner, inoltre, potranno scegliere il cognome da portare: se tenere il proprio, assumere quello dell’altro o unire i due. Più semplici infine le procedure per sciogliere l’unione rispetto a quelle per il matrimonio. Dalla legge manca però un nome per i contraenti: non sono né coniugi, né mariti o mogli.
La Cirinnà regola poi anche diritti e doveri dei «conviventi di fatto» etero o gay uniti «stabilmente da legami affettivi di coppia». A loro vengono riconosciuti gli stessi diritti di assistenza del coniuge nel caso di carcerazione e ricovero.
E il subentro nell’affitto o il diritto a rimanere fino a 5 anni nella caso di proprietà del partner in caso del suo decesso. Più la possibilità di chiedere gli alimenti in caso di separazione.